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  LA CUCINA DI MONTAGNA
Tutta l'Italia d'alta quota in 315 ricette della tradizione
Francesca Negri
Cucina
Collana: Il lettore goloso
Pagine: 234
Prezzo: € 16.00
In libreria da 17 January 2013
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Così conservatrice, così rivoluzionaria. Riflesso e memoria di territori impervi, gelosi custodi di tradizioni e usanze tramandate per secoli, la cucina di montagna è anche un attualissimo esempio da conoscere e imitare per la sua semplicità e sostenibilità. Prima di tutto però, come spiega Francesca Negri in queste pagine, bisogna sfatare i luoghi comuni che la bollano come monocorde ed essenzialmente grassa. A dimostrazione della propria tesi, in un trekking d’alta quota dalla Valle d’Aosta alla Calabria e alle Isole l’autrice ha selezionato 315 ricette tra cui spiccano famosi classici e vere e proprie chicche, riunendo per la prima volta in un solo volume il più ampio ed esaustivo repertorio della cucina di montagna italiana. Un patrimonio trasmesso perlopiù per discendenza familiare, sempre caratterizzato dall’esaltazione dei sapori e degli ingredienti del territorio ma anche sorprendentemente ricco di sfumature: perché la cucina di montagna è anche cultura di confine, portatrice di influssi provenienti da altri Paesi e civiltà.
Raccontandone origini e storia, questo libro ci porta alla scoperta delle minoranze linguistiche – dai Walser ai Cimbri, dai Mòcheni ai Sappadini, alle popolazioni germanofone dell’Alto Adige e del Friuli – e delle loro tradizioni a tavola, che tanto hanno influenzato il patrimonio enogastronomico tradizionale italiano.
 
 
 UN BRANO  
"In montagna, e soprattutto nel periodo dell’alpeggio, erano molto apprezzati i fiori del trifoglio alpino, carnosi e dolci, ottimi passati in pastella e fritti, deliziosi se aggiunti a fine cottura nelle minestre di erbe miste oppure in quelle di riso e latte. Anche i fiori di malva, insieme con le foglie, trovano impiego nelle minestre di riso e latte, sia per la loro fragranza delicata, sia per sfruttare le proprietà emollienti e antinfiammatorie che quest’erba possiede. Riso, latte e patate erano gli ingredienti base della minestra con la viola del pensiero: un pugno di petali aggiunti all’ultimo momento trasforma un’ordinaria ricetta in un piatto ricco di eleganti sfumature. Le fragili corolle dei fiori di primula, i capolini delle margheritine o i cerulei fiori della borragine facevano invece parte degli ingredienti tradizionali delle frittate d’erbe e delle tenere insalate primaverili. I ricettacoli carnosi della carlina bianca, infine, si mangiavano crudi in insalata, ma una pianta di carlina secca appesa alla porta della casera d’alpeggio ha sempre fornito agli alpigiani anche attendibili previsioni del tempo."  
 
  L'AUTORE  
Francesca Negri