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  FINANZA CATTOLICA
La storia più completa e sconvolgente degli intrecci tra fede, denaro e potere
Ferruccio Pinotti
Saggistica
Collana: Inchieste
Pagine: 288
Prezzo: € 14.00
In libreria dal: 17 Novembre 2011
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Che il mondo laico cerchi il profitto a ogni costo potrà non piacerci. Ma che finanzieri osservanti, pii banchieri, uomini di Chiesa, esponenti politici che fanno pubblica professione di fede pratichino comportamenti economici che di caritatevole non hanno nulla, suscita forte repulsione in un’epoca in cui molte famiglie e individui non arrivano alla fine del mese. Sulla base di una rigorosa documentazione, Finanza cattolica racconta le vicende – clamorose e spesso inedite – di banche grandi e piccole, società, personaggi molto in luce o molto in ombra: tutti riconducibili al potere dei cattolici, cardine del nostro Paese.
Dai casi scabrosi di molte casse rurali alle tante gestioni deviate di opere assistenziali, fondazioni e istituzioni religiose; dalla bancarotta Sindona alle vicende del Banco Ambrosiano, dallo IOR fino agli ultimi sviluppi della Popolare di Lodi; dai successi del grande patron della finanza cattolica Giovanni Bazoli ai disastri del governatore Antonio Fazio; dai depositi vaticani offshore, creati da Pacelli, Montini, Wojtyla e Ratzinger fino alla nascita di Berlusconi, vero miracolo delle banche cattoliche; dalle «guerre di religione» con la finanza laica al cinismo con cui sono state finanziate imprese decotte o venduti titoli spazzatura: un panorama completo, di grande leggibilità, che per la prima volta mostra un fatto di enorme gravità: ampi settori della finanza e dell’imprenditoria cattolica agiscono tradendo l’etica, in nome di una fede ogni giorno vilipesa.
 
 
 UN BRANO  
"I cattolici nella finanza ci sono, eccome. E non esistono istituzioni bancarie o finanziarie che, benché ostentino aggettivi o titoli riconducibii all’osservanza cattolica (ad esempio IOR=Istituto per le Opere di Religione), adottino comportamenti molto diversi da quelli diffusi in tutte ie istituzioni affaristiche, a partire dall’odiatissima Goldman Sachs. Né sono molte le banche della cosiddetta «finanza cattolica» in cui eccezionalmente le decisioni abbiano un sapore che non sia quello del profitto e della competizione spinta agli estremi della massimizzazione del danno altrui. Si fatica a identificare una finanza cattolica dove si abbia la percezione di un’aria diversa, di logiche differenti... Insomma, i banchieri, i finanzieri, che vendono obbligazioni di aziende decotte, derivati alle vecchiette e fanno profitti sulle disgrazie altrui, non è che non siano cattolici, ma, come disse il cardinale protettore di CL, Angelo Scola, sono cattolici «solo fuori dall’orario d’ufficio»."  
 
  L'AUTORE  
Ferruccio Pinotti