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  TOCCARE LE NUVOLE
Nel cielo tra le Twin Towers:
ricordi di un funambolo
Philippe Petit
Traduzione di Bramati D.
Autobiografia
Collana: Fuori Collana
Pagine: 256
Prezzo: € 14.50
In libreria da 04 July 2003
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Un mattino d’estate del 1974, un uomo camminò su un filo che aveva teso clandestinamente fra le torri gemelle del World Trade Center, e attraversò otto volte il cielo fra i due edifici non ancora inaugurati. Era il 7 agosto, e centomila newyorkesi si fermarono in strada per guardarlo estasiati. Quel puntino che passeggiava e danzava nell’aria a 412 metri da terra era Philippe Petit, un funambolo francese ventiquattrenne già noto per altre imprese simili.
Questo libro è il racconto appassionante di un «coup» divenuto leggendario: dai primi progetti al reclutamento dei complici – una variopinta combriccola di amici più o meno affidabili – fino alle perlustrazioni segrete nelle torri ancora in costruzione. L’atmosfera è di euforia contagiosa, ma non mancano frustrazioni e tradimenti, colpi di fortuna e aiuti insperati. La prosa sorprendente di Petit, i suoi schizzi e le fotografie scattate dai suoi amici fanno di questo libro un tour de force della fantasia. Ora che le torri non ci sono più, la traversata di quest’uomo indocile, geniale e romantico è diventata un simbolo. Il filo e la danza di Philippe Petit riempiono quel vuoto con un messaggio di speranza.
 
 
 I GIUDIZI  
"Fu Philippe Petit che unì le Twin Towers, in un atto d’estasi e di bellezza. Adesso che un atto di terrore le ha distrutte, questo libro le riunisce e le resuscita, disobbedendo alla gravità"
Werner Herzog

"È bello ricordare quel mattino del 1974, quando un giovane fece a New York un omaggio di stupefacente, indelebile bellezza."
Paul Auster

"Al mondo non c’è nessuno che assomigli a Philippe Petit."
Norman Mailer

"Un libro grandioso come le sue imprese da funambolo."
Milos Forman

"Philippe Petit è un artista, e il suo teatro è il cielo."
Robin Williams
 
 
 UN BRANO  
"Poeta ribelle?
A circa quattro anni incomincio a provare disprezzo per i miei simili: mi arrampico su qualunque cosa me ne possa allontanare... A diciotto sono già stato espulso da cinque scuole per aver borseggiato i miei insegnanti e manipolato carte da gioco sotto il banco. Mi rifiuto di dare esami per dimostrare che so leggere, scrivere e fare di conto, così metto a repentaglio le mie opportunità di fare lo spazzino o lavorare in banca. Me ne vado di casa e divento un artista di strada, un giocoliere abusivo; vengo spesso arrestato... dovunque.
Nessuno desidera assumermi, perché ostento un’assurda arroganza; per un certo tempo faccio di tutto per non cambiare. Diventa fondamentale scrivere, giocare a scacchi, imparare il russo, la corrida, scoprire l’architettura e l’ingegneria, inventarmi nascondigli, costruire case sugli alberi, esercitarmi a scassinare serrature; mi abbandono alla mia sete di conoscenza, affino il mio perfezionismo.
Questa catena di eventi mi porta a immaginare un cavo metallico teso in segreto da qualche parte e a esibirmi su un palcoscenico irraggiungibile e autoimposto, nel totale disprezzo per l’autorità costituita.
L’avventura del World Trade Center nasce sul filo di questi pensieri, nella sala d’attesa di un dentista a Parigi. Ho solo diciott’anni."
 
 
  L'AUTORE  
Philippe Petit