
Se è vero, com’è vero, che lo smarrimento che oggi ci cattura dipende in parte dall’aver distrutto ogni rapporto vitale con il passato, per riannodare il filo Michel Onfray ci conduce in una passeggiata meditativa tra i resti della civiltà filosofica classica. Onfray attraversa il pensiero antico come un paesaggio ancora abitato, vivo. Non stila la solita sequenza di scuole filosofiche, ma ricostruisce i dualismi intrinseci alla nostra storia culturale. La lente è quella della guerra delle idee: l’idealismo di Platone contro il materialismo di Democrito, il matrimonio dei pitagorici contro il libertinaggio dei cinici, la vita filosofica di Socrate contro la retorica prezzolata dei sofisti, lo stoicismo di Marco Aurelio contro la trascendenza di Plotino...
Ciò che viene messo in luce non è la mera derivazione della nostra cultura (e quindi delle nostre abitudini, del nostro pensiero, della nostra mentalità) da quella greco-romana: le opposizioni evidenziate da Onfray non appartengono al passato, ma sono quelle che ancor oggi strutturano il nostro presente, spesso in forma implicita, e riattraversarle significa tentare di (ri)orientarsi in un Occidente in decadenza. Camminare tra le rovine, dunque: ma non come turisti o osservatori distaccati, bensì per ridare vita alle tensioni da cui nasce il nostro modo di abitare e vedere il mondo, e indicare qualcosa che assomigli a una provvidenziale via d’uscita.
Michel Onfray al culmine della sua maestria
Le Cahier CritiqueOnfray ci interroga sul destino della nostra stessa civiltà, che, a suo avviso, potrebbe essere giunta al termine del suo ciclo
Le FigaroCollana: SAGGI
Numero di pagine: 448
Formato: Brossura fresata con alette
DATA: 2026-09-04
ISBN: 9791255822820
Prezzo: € 24.9