Home Page
Casa editrice
Novità
Catalogo
Autori
Collane e Generi
Appuntamenti
Trailer
Foreign Rights
Contatti


newsletter

 



  Vai al sito www.illibraio.it   
  L'INVENZIONE DEL PIACERE
Aristippo e i Cirenaici
Michel Onfray
Traduzione di Michele Zaffarano
Saggistica
Collana: Saggi
Pagine: 216
Prezzo: € 18.00
In libreria dal: 16 Ottobre 2014
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Venticinque secoli fa, Aristippo di Cirene, allievo di Socrate e fonte di ispirazione per Epicuro, «inventò» il piacere: per diffondere i suoi insegnamenti faceva ricorso al gioco, all’umorismo, all’ironia, sollecitava il «verduraio, il calzolaio, il marinaio, la prostituta» e praticava la filosofia come una terapia, anticipando per molti versi il metodo psicoanalitico. Per aver voluto nobilitare il corpo, il desiderio, il sensibile, il reale, Aristippo (come poi i Cinici e gli Epicurei) attirerà su di sé, nei secoli a venire, il disprezzo dei pensatori cristiani, spiritualisti, dualisti, idealisti, cadendo infine nell’oblio. Michel Onfray, affidandosi ai frammenti e alle testimonianze di amici e nemici di questa figura cardinale della filosofia antica, cerca di portare alla luce un continente sommerso ma alimentato dalla pulsione di vita, come antidoto alla rinuncia, all’autopunizione e all’odio verso sé stessi.  
 
 I GIUDIZI  
"Onfray divulga una filosofia non idealistica che demolisce la tradizione platonica e cristiana."
The New York Times
"Ecco un uomo che pensa."
Le Point
"Un genio dell’ateismo."
Lire
 
 
 UN BRANO  
"Aristippo di Cirene incarna un'altra tradizione filosofica, che sarà da mettere in prospettiva con gli usi e i costumi dell'epoca ellenistica. Aristippo testimonia un modo d'essere, di fare e di pensare capace di fornire un modello; mostra senza che gli interessi dimostrare; rende carne e poi rincara la dose, perché gli importa poco di disincarnare, di astrarre quintessenze per darsi le arie di uno che sa maneggiare le parole, di un saltimbanco del verbo; si sposta, va e viene, parla e interpella; sceglie l'agorà, lo spazio aperto; dischiude la filosofia al mondo esterno e non la riserva agli specialisti, ai dottori, agli studiosi inchiodati alla propria scrivania; sollecita il verduraio, il calzolaio, il marinaio, la prostituta, addirittura il principe, e si fa beffe delle conversazioni tra i filosofi. Tanta tracotanza e sconvenienza gli negano l'accesso a quel pantheon in cui sonnecchiano Platone e Aristotele..."  
 
  L'AUTORE  
Michel Onfray