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  LO SCAFFALE INFINITO
Storie di uomini pazzi per i libri
Andrea Kerbaker
Saggistica
Pagine: 264
Prezzo: € 16.80
In libreria dal: 7 Marzo 2013
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
«Fondare biblioteche» diceva Marguerite Yourcenar «è ancora un po’ come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito». Da sempre, ogni biblioteca è un baluardo alla decadenza, un simbolo concreto con cui opporsi alla volgarità del presente. Lo scaffale infinito è un racconto che si snoda su un arco di oltre sei secoli, tra collezionisti, volumi e biblioteche di tutto il mondo. È un viaggio che annulla i confini di tempo e spazio: dall’umanesimo toscano al mondo globalizzato del terzo millennio, attraverso l’Europa rinascimentale e la Russia degli zar, gli Stati Uniti dell’esplosiva crescita economica di fine Ottocento e la sciagurata parentesi nazista
Incontriamo figure immense della storia letteraria, come Francesco Petrarca, con la sua straordinaria collezione di manoscritti e l’amore smisurato per Virgilio; personaggi più oscuri ma non meno importanti, come Hernando Colón, figlio illegittimo di Cristoforo Colombo, e Monaldo Leopardi, padre non amato di Giacomo; potenti cardinali come Federigo Borromeo e Mazarino, industriali dalle ricchezze favolose e attori squattrinati, come i primi stampatori di Shakespeare, inconsapevoli dell’eredità che avrebbero lasciato al mondo. A chiudere il cerchio, vero e proprio nume tutelare dell’amore per i libri, Umberto Eco, emblema di eclettismo ed esempio concreto dell’utopica «biblioteca universale» di cui favoleggiava Borges. L’autore ci prende per mano attraverso i suoi molteplici viaggi e incontri, racconta con leggerezza e ironia le altrui e le proprie esperienze fra gli scaffali polverosi di un rigattiere e gli edifici monumentali che ospitano i tesori di carta dell’umanità. È un libro che racconta di altri libri, ma da un’angolazione speciale: un’eredità che non smette mai di arricchirsi, una storia che «è molto, molto decisa a scrivere tanti altri capitoli».
 
 
 UN BRANO  
"Io il Virgilio del Petrarca l’ho visto, in un caveau sotterraneo blindatissimo, gremito di libri rari, unici, introvabili. Per uno come me, una vera caverna di Alì Babà, dove perdersi per giorni, magari settimane. Quando mi ci hanno ammesso, non smettevo di far girare lo sguardo su tutti quei dorsi antichi, con le pergamene vecchie di cinquecento anni e le legature sontuose dei tempi andati. Volumi inestimabili, senza soluzione di continuità; eppure, anche in quella compagnia, quel codice appartenuto a Petrarca è forse il più bello di tutti: grande, austero, autorevole, nel suo formato imponente reso ancora più maestoso da una legatura blu intenso dove, sotto la scritta in oro Virgilius cum notis Petrarcae, si ripetono gli stemmi imperiali con la N di Napoleone."  
 
  L'AUTORE  
Andrea Kerbaker