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  IL CORSO INNATURALE DELLE COSE
Tomas Espedal
Traduzione di Lucia Barni
Autobiografia
Collana: Romanzi
Pagine: 160
Prezzo: € 14.00
In libreria dal: 11 Ottobre 2012
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Che cosa rende più «naturali» di altre le nostre scelte di vita? Forse il fatto di ricalcare le orme di chi ci ha preceduto o di inserirci in quel flusso esistenziale che scorre indipendentemente da noi e a cui, presto o tardi, volenti o nolenti, finiamo per adeguarci tutti? Ma anche così, anche optando per scelte «naturali» — come sposarsi, avere figli e un lavoro con cui mantenerci — scelte che non vadano controcorrente, riusciamo a raggiungere la nostra massima aspirazione, vale a dire la felicità? Perché è questo che in fondo ognuno di noi cerca spasmodicamente, a volte disperatamente, nella vita.
E non fa eccezione Tomas Espedal, che in pagine di disarmante, e a tratti impietosa, schiettezza, parte dalla propria esperienza — senza tacerne le debolezze, le ipocrisie e i desideri mai sopiti — per approdare a una riflessione di respiro universale, sulla scia di un sogno che appare impossibile. Quello che ci restituisce è un testo di grande poesia e di intensa sensibilità, che trascende la mera esperienza autobiografica e diventa specchio di un’umanità che, nonostante le sconfitte, si ostina a presentarsi all’ennesimo appuntamento mancato con la felicità.
 
 
 I GIUDIZI  
"Il corso innaturale delle cose è una coinvolgente storia d’amore, capace di parlare a chiunque abbia sperimentato la disperazione e la magia di una storia d’amore."
Aftenposten
"Espedal unisce la poesia all’autobiografia, dando vita a una prosa originale. Il corso innaturale delle cose è il distaccato e al tempo stesso intimo ritratto di un tema antico: l’amore impossibile. Espedal lo racconta in frammenti, ricomponendolo in lunghe e opposte variazioni."
Klassekampen
 
 
 UN BRANO  
"Il pensiero dell’età non l’ha nemmeno sfiorato. L’età è arrivata poi, quando si sono specchiati in biblioteca. Un’immagine inquietante; i due volti, così simili nella loro diversità, come un fratello e una sorella, come un padre e una figlia, o una madre e un figlio, forse è stato l’aspetto innaturale, grottesco e pittorico, l’aspetto atemporale dell’immagine allo specchio, che li ha indotti a non volersi lasciare, non volevano lasciarsi."  
 
  L'AUTORE  
Tomas Espedal