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  NOTTI DI GUARDIA
Giuseppe Naretto
Narrativa
Collana: 221B
Pagine: 160
Prezzo: € 12.00
In libreria dal: 4 Ottobre 2012
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Il dottor Massimo Dighera lavora nella rianimazione di un grande ospedale. Una notte, nel suo reparto viene ricoverato Aldo Martinez, vittima di un gravissimo incidente stradale. Per uno come Dighera, stare al fianco chi lotta tra la vita e la morte è storia di tutti i giorni, ma di fronte a quest'uomo ammutolito, immerso nel suo sonno indotto, in lui scatta qualcosa: sente il bisogno di capirci di più. Perché un manager in carriera, di ritorno da un viaggio d'affari, si getta all'improvviso contro un TIR?
Ha così inizio un'indagine che dal letto d'ospedale passa al luogo dell'incidente. Abituato a confrontarsi con la sinistra prossimità della morte, Dighera sperimenta il disorientamento che si prova, talvolta, di fronte alla nudità del cuore di un altro essere umano: forse vittima, forse carnefice, forse entrambe le cose. Notte dopo notte, mentre il corpo di Martinez inizia a rispondere alle cure, Dighera si ritrova sempre più impigliato nei tormenti della sua anima, fino al punto in cui viene da chiedersi se la verità sia così importante e se non sia meglio tornare a essere, semplicemente, un medico che salva una vita.
 
 
 UN BRANO  
"Aldo Martinez, quarantaquattro anni: auto contro tir. Lui era nell’auto. Clinicamente un disastro. Era arrivato in Pronto soccorso alle 18 e 52 — secondo i fogli di accettazione — ed era entrato in sala operatoria alle 19 e 40, venti minuti prima dell’inizio della mia guardia. Quando sono arrivato avevano appena iniziato. Aprire una pancia sconquassata non è proprio come andare a levare l’appendice o la cistifellea e finché il chirurgo non riesce a fermare il sanguinamento — in questo caso la milza rotta — è un problema tuo tenere vivo il paziente. Grandi cannule infilate dentro grandi vene per rimpiazzare il sangue che se ne va dappertutto. A volte è come cercare di riempire un colapasta, altre volte, quando sei più fortunato — quando è più fortunato il paziente — è solo come tenere mezzo piena una bacinella bucata: basta andare più veloce del buco."  
 
  L'AUTORE  
Giuseppe Naretto