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  I FILOSOFI IN CUCINA
Critica della ragione dietetica
Michel Onfray
Traduzione di Giovanni Bogliolo
Saggistica
Collana: Saggi
Pagine: 160
Prezzo: € 13.00
In libreria dal: 27 Ottobre 2011
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Quando i filosofi pensano, per lo più dimenticano di pensare al loro corpo e soprattutto al modo in cui il corpo si costruisce e si modifica: attraverso il cibo. Dunque, si potrebbe dire, tra il pensiero e la pancia esiste una rete complessa di affinità e relazioni che sarebbe un grave errore trascurare. Diogene sarebbe stato il critico dei costumi che fu senza la sua passione per il polpo crudo? Il Rousseau del contratto sociale avrebbe fatto l’apologia della frugalità se la sua dieta non fosse stata composta quasi solo di latticini? Sartre, i cui incubi sono pieni di granchi, non ha pagato, nella sua vita teorica, l’avversione per i crostacei?
In questo saggio, decisamente nietzscheano e feuerbachiano, Michel Onfray ha deciso di restituire dignità filosofica a merluzzi e minestre, all’orzo e al vino, ai salumi e al caffè aromatizzato, che – da Fourier a Marinetti, da Kant agli esistenzialisti – segnano i cammini imprevedibili della gaia scienza. Una critica della ragione dietetica, come recita il sottotitolo? Un abbozzo di «diet-etica»? Innanzitutto, un tentativo di sorprendere l’istante, e la pietanza, a partire dai quali il corpo cattura lo spirito e gli detta le sue leggi.
 
 
 UN BRANO  
"Credo alla vita filosofica. In altri termini, non a esercizi di filosofia separati dalla vita o parzialmente inclusi in essa, perché ogni minuto della vita può essere vissuto filosoficamente. Perciò la tavola, come pure il letto, costituiscono un luogo altrettanto filosofico quanto la scrivania o la biblioteca."  
 
  L'AUTORE  
Michel Onfray