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  STALKING
Quando il rifiuto di essere rifiutati conduce alla violenza
Alessandra Barsotti - Giada Desideri
Saggistica
Collana: Saggi di terapia breve
Pagine: 144
Prezzo: € 13.00
In libreria dal: 16 Marzo 2011
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Un marito o un fidanzato respinto. Una moglie abbandonata. Storie d’amore impossibili, fatte di rifiuti, pedinamenti, telefonate nel cuore della notte. Violenza psicologica e fisica, fino agli esiti più drammatici. Ormai da diversi anni i media riportano con sempre maggiore frequenza casi di stalking: grazie anche alla visibilità di alcuni personaggi dello spettacolo che sono stati vittime del fenomeno, è emerso uno scenario sconcertante, con ripercussioni rilevanti anche a livello legislativo.
Le autrici indagano il fenomeno tracciando il profilo dei principali attori coinvolti, lo stalker e la vittima, e forniscono un modello operativo con cui condurre il colloquio investigativo. Spesso il confine tra vittima e persecutore e tra stalking e patologia è estremamente sottile, e sta quindi allo psicologo, allo psichiatra o alle forze dell’ordine cogliere i segnali più significativi e pianificare l’intervento più corretto. L’approccio strategico fornisce gli strumenti diagnostici e terapeutici per comprendere il fenomeno e sradicarne l’origine. Prima ancora di essere un reato, lo stalking costituisce un profondo disagio interiore, un fantasma che tormenta sia la vittima, caduta in un abisso da cui sembra impossibile risalire, sia il suo persecutore, prigioniero di una realtà illusoria e ossessiva.
 
 
 UN BRANO  
"Il fenomeno dello stalking non è esclusivo dei rapporti amorosi, ma coinvolge la sfera delle relazioni in senso più ampio. Lo stalking non ha età, non ha sesso, estrazione sociale e culturale. La ricerca del contatto che contraddistingue il comportamento dello stalker non sempre mira al compimento dell’atto sessuale. Un esempio può essere lo stalker adolescente che individua una persona, anche di età superiore, in cui vede un ideale di amicizia e di accoglienza e verso il quale riversare tutte le sue attenzioni, tanto da trasformarli in veri e propri atti persecutori.
Lo stalker può arrivare a vedere nella vittima un’entità superiore da venerare. E il caso ad esempio di chi passa più volte nell’arco della giornata nelle vicinanze dell’abitazione o del luogo di lavoro della vittima solo per avvertire la presenza benefica.
Non è necessario un contatto visivo con la vittima, ma può essere sufficiente entrare in contatto con un oggetto o una situazione che la riguarda."
 
 
  GLI AUTORI  
Alessandra Barsotti
Giada Desideri