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MARCO POLO NON CI E' MAI STATO
Dieci anni di un viaggiatore postmoderno
Rolf Potts
Traduzione di Stefano Berette e Anna Lovisolo
Narrativa di viaggio
Pagine: 336
Prezzo: € 16.00
In libreria
dal: 9 Luglio 2009
Libro disponibile

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Dieci anni in giro per il mondo. Venti
storie di viaggio. E più che gli adesivi
sulla valigia – il medagliere di ogni turista
che si rispetti – sono le storie raccolte,
la gente incontrata, i luoghi abitati –
e quindi vissuti, non semplicemente
visitati – il tesoro prezioso e insostituibile
del viaggiatore. È così che ogni esperienza,
dalla più insolita (tentare di imbucarsi
nel blindato set thailandese di una grande
produzione hollywoodiana, trovarsi
senz’acqua in un giro solitario a piedi
nel Sahara) alla più apparentemente
ordinaria (frequentare un corso di sesso
tantrico per turisti in India, girare
per l’outback australiano in mezzo
ai distratti partecipanti di un viaggio
organizzato), diventa una perla narrativa,
capace di restituire con nitidezza colori, sapori,
profumi e suoni di un mondo sempre più
globalizzato.
Per questo Rolf Potts ci ricorda che
il viaggio, ancora più che ai tempi
di Kerouac, è una dimensione mentale:
agli occhi di ciascun viaggiatore
il medesimo luogo, per quanto intatto
si sia conservato nei secoli, appare diverso,
in virtù dello sguardo irripetibile con cui
ognuno ridisegna la geografia del mondo.
Dimentichiamoci una buona volta il vezzo
moderno di ripercorrere le orme
dei viaggiatori antichi: per come
si presenta ai nostri occhi, ogni posto
attende ancora il suo esploratore.
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"Non è una fuga, non è una moda, non è turismo fine a se stesso... Il vagabonding è un'arte di vivere."
Roberto Duiz, ttL - Ls Stampa
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"All’arrivo al Cairo incomincio d’istinto
a temere le piramidi. Non temo di sentirmi inadeguato
di fronte agli antichi megaliti, e non temo
una presunta maledizione dei faraoni.
Quel che temo, piuttosto, è il disinganno.
Temo che non vedrò gli antichi e grandiosi monumenti
con la dovuta soggezione o prospettiva storica.
Temo che mettendo a confronto la fama con la realtà,
rimarrò deluso. Temo che le piramidi – studiate,
glorificate e depredate per migliaia di anni –
risulteranno, nell’esperienza, poco più che una statica
cartolina per turisti priva di autentica ispirazione
o bellezza. La cosa più irritante di questa fobia
da piramidi è che alla fine sarò obbligato
a farci i conti. Dopo tutto, andare al Cairo
senza vedere le piramidi è come sposarsi
senza consumare: ci puoi provare, ma alla fine
l’ossessione per quello che ti stai perdendo
avrà la meglio."
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