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  AMERICA AMERICA
Ethan Canin
Traduzione di Massimiliano Manganelli
Narrativa
Collana: Romanzi
Pagine: 512
Prezzo: € 19.50
In libreria dal: 11 Giugno 2009
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Ethan Canin dimostra in questo libro di conoscere benissimo ciò che alcuni grandi scrittori del suo Paese – pensiamo a Faulkner o a Philip Roth – hanno saputo: che tutto è raccontabile perché tutto è degno di racconto, e come nella vita anche nel romanzo il privato e il pubblico, la purezza e l’orrore, l’amore e la violenza non possono non intrecciarsi; il loro intreccio è il senso di ogni storia universale.
Un romanzo senza etichette, la cui vicenda partecipa della narrazione storica, del giallo politico, del noir, della storia d’amore, superandoli. Protagonisti, una grande famiglia di imprenditori progressisti, i Metarey; un giovane di modesta estrazione, l’io narrante Corey Sifter; un politico dai grandi ideali e dall’umanità controversa, Henry Bonwiller; e indimenticabili figure di donne – le «protagoniste profonde» – che ne costellano le vite. In tutti i personaggi, il sogno americano – e universale – di redenzione pare avverare un proprio aspetto, ma al contempo mostrarne la sua inevitabile corruzione e decadenza. Un romanzo che non ha pietà dell’uomo, ma ha molta compassione per le donne e per gli uomini.
 
 
 I GIUDIZI  
"Un romanzo epico di grande ricchezza e dettaglio. Politica, sesso, morte e conflitti sociali... profondo e magistrale."
John Updike
"Uno degli scrittori più completi della scena contemporanea."
New York Times
"Ambizioso e classico. Congratulazioni a Canin per come ha saputo cogliere l’essenza del sogno americano."
Los Angeles Times
"Superbamente scritto... Commovente."
USA Today
 
 
 UN BRANO  
"Per tutta la sua vita, il senatore Bonwiller si era fatto amici potenti e potenti nemici, e mentre anche io mi facevo strada in mezzo all’assembramento mi accorsi che di questo si componevano adesso quegli uomini in lutto: di una miscela di entrambi in parti uguali, uniti non tanto dall’attaccamento o dall’avversione per quell’uomo, quanto dal fatto che dovevano condividere tutti il ricordo preciso di ciò che era stato il paese ai tempi del senatore, oltre che dal fatto evidente che la vita li aveva tutti delusi. Quando ero ragazzo, una volta sentii dire al senatore Bonwiller che i nemici gli piacevano di più perché non aveva mai dubbi sulla loro sincerità. Attraversando la folla, però, avrei voluto dirgli che forse, alla fine, si era sbagliato nel giudizio. Gli uomini e le donne che lo avevano combattuto, quelli che avevano cercato di demolirlo con i loro editoriali, le loro lettere e le loro chiacchiere da cocktail, stavano proprio fianco a fianco a quelli che gli avevano inviato doni a ogni Natale e assegni a ogni campagna elettorale, e tutti sembravano ugualmente colpiti dalla sua dipartita. Avvertii, in un certo senso, che 1o avevano tutti perdonato. E che a loro volta si erano tutti perdonati, ora che la caduta era finita."  
 
  L'AUTORE  
Ethan Canin