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LA MACCHIA DELLA RAZZA
Lettera alle vittime della paura e dell'intolleranza
Marco Aime
Saggistica
Collana: Saggi
Pagine: 96
Prezzo: € 8.00
In libreria
dal: 28 Maggio 2009
Libro disponibile

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Dragan è un bambino. Un bambino
rom. Bisogna schedarlo, prendergli
le impronte. Come a tutti gli stranieri
che invadono il nostro paese e le nostre
città. Il razzismo non c’entra.
È che bisogna tenerli sotto controllo,
rispedirli a casa prima che
ci infastidiscano ai semafori, rubino
nelle nostre case, stuprino le nostre
donne. Perché la nuova parola d’ordine
dei nostri politici, da destra a sinistra,
è «sicurezza». Non c’è quotidiano
o telegiornale che non tenga a specificare
la nazionalità o l’etnia del criminale
di turno – rumeno, albanese,
marocchino – quando invece andrebbero
ricordate le vittime più recenti
dell’immigrazione clandestina
e del razzismo strisciante nel nostro
paese.
Eppure noi italiani, «brava gente»,
qualche decennio fa eravamo proprio
come «quelli lì», guardati con sospetto,
maltrattati, offesi, quando cercavamo
lavoro e fortuna all’estero. La storia
non ci ha insegnato proprio nulla,
sembra dirci Marco Aime, e allora certe
cose bisogna ripeterle, e ripeterle ancora,
perché la macchia della razza scolori,
per poi un giorno sparire per sempre.
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"Ci siamo arresi, ci siamo convinti
che nulla ormai può cambiare,
che siamo impotenti davanti ai fatti che accadono.
Non solo, ci appaiono inevitabili, ci sembrano
sempre meno gravi, fino a sembrare normali.
Normale che a te, Dragan, venga chiesto
di intingere il tuo ditino nell’inchiostro,
segnando la tua vita in questo paese.
Una macchia che non è solo quella sul tuo dito,
è sul tuo volto, sulla tua anima.
È la macchia della razza."
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