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IL CERVELLO INFINITO
Storie di persone che hanno cambiato il proprio cervello
Norman Doidge
Traduzione di Francesco Zago
Saggistica
Collana: Saggi
Pagine: 416
Prezzo: € 20.00
In libreria
dal: 8 Novembre 2007
Libro disponibile

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Cheryl ha la costante sensazione di cadere
a causa di un deficit del suo apparato
vestibolare; Barbara ha un cervello
asimmetrico ed è considerata "ritardata";
Michael è un chirurgo oculare che
a quarantaquattro anni subisce un ictus
invalidante. Queste sono solo alcune
delle storie alle frontiere della neuroscienza
narrate in questo saggio: per loro e per molte altre
tipologie di pazienti ora c’è una concreta
possibilità di recupero e completa
guarigione. La scoperta che ha aperto
la strada a questa fondata speranza è quella
della neuroplasticità, ossia la proprietà
del cervello di essere malleabile sempre,
non solo nell’infanzia.
La tesi che ha scatenato la rivoluzione
della neuroscienza ci dice che
il cervello è in grado di cambiare se stesso
e può funzionalmente riorganizzare ogni sua
parte per sopperire alle carenze che
si vengono a creare in seguito ai traumi
o al lento processo di invecchiamento.
Non solo. L’intera esperienza umana può
essere spiegata esplorando le potenzialità
del cervello malleabile: la creatività
e l’amore, la dipendenza e l’ossessione.
Si tratta di processi neurologici molto
complessi che sono indagati, anzi,
vivacemente raccontati con semplicità
e chiarezza espositiva.
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"Un ritratto notevole e pieno di speranza delle infinite capacità di adattamento del cervello umano."
Oliver Sacks
"Doidge racconta, con interesse e serietà,
alcune delle meno comprensibili meraviglie
del cervello umano."
Publishers Weekly
"Il racconto affascinante della rivoluzione
in atto nella neuroscienza."
New York Times
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"Nel corso dei miei viaggi
ho incontrato uno scienziato
che permetteva a persone
non vedenti dalla nascita di iniziare
a vedere; ho parlato con pazienti,
dichiarati incurabili dopo aver
subito un ictus decine di anni
prima, che sono stati aiutati
a guarire con trattamenti
neuroplastici; ho conosciuto
persone che hanno superato disturbi dell’apprendimento
e che hanno migliorato il proprio; ho raccolto prove secondo
cui a ottant’anni è possibile rendere più vivace la memoria
in modo che funzioni come a cinquantacinque.
Ho visto pazienti «ricablare» il loro cervello attraverso
i pensieri, per risolvere traumi e ossessioni in precedenza
considerati insuperabili. Ho discusso appassionatamente
con dei premi Nobel su come dovremmo ripensare
il nostro paradigma neurologico alla luce dell’evidenza
che il cervello è in continua trasformazione."
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