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  MATEMATICA DA TASCA
Dall'abaco allo zero: la matematica spiegata a tutti
Albrecht Beutelspacher
Traduzione di Peroni A.
Varia
Collana: Saggi
Pagine: 128
Prezzo: € 10.00
In libreria da 12 April 2002
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Ma chi l’ha detto che la matematica è una materia noiosa, arida, difficile, astratta? Renderla divertente, stimolante, piena di fascino e persino poetica è lo scopo di questa raccolta di “storie matematiche” che si propone di spiegare ai non adepti problemi fondamentali e non dell’universo matematico e logico.
Due pagine per affrontare ogni argomento: si parte dal funzionamento dell’abaco per arrivare al calcolo delle probabilità, passando per il teorema di Fermat, il paradosso di Achille e la tartaruga, l’antinomia di Russell, le bolle di sapone, la quadratura del cerchio e i solidi platonici. E Beutelspacher non dimentica, con un tocco di umorismo, di mettere in luce anche alcuni limiti e testardaggini inutili della matematica come il laborioso tentativo di dimostrare quale sia la disposizione migliore per una catasta di arance, cosa che tutti i fruttivendoli sanno dalla notte dei tempi. Piccoli assaggi di “pensiero” logico e matematico per tutti i palati.
 
 
 UN BRANO  
IL BARBIERE PUO' RADERSI DA SE'?

C’era una volta un piccolo villaggio. Il barbiere di questo villaggio aveva appeso un cartello nel suo negozio, in cui era scritto che lui radeva solo quelli che non si radevano da sé. Non era una pubblicità molto aggressiva: il barbiere, infatti, si contentava di radere quelli che non si facevano la barba da sé. E nessuno ci aveva mai trovato niente di strano, finché un giorno il suo figlioletto non gli fece la domanda fatale: “Ma tu ti puoi radere?”
Il padre liquidò la domanda senza immaginare quel che si preparava: “Che domanda sciocca! Ma se mi rado due volte alla settimana!”
Il figlio però lo interruppe, malandrino: “Quindi non sei uno di quelli che non si radono da sé?”
“Eh?” fece il padre, che ovviamente non aveva ben capito. “Io non sono uno di quelli che non..., perché io mi... sì, è vero”
“Per cui, secondo il tuo cartello, tu non puoi raderti!” osservò allora il figlio.
A questo punto il padre montò su tutte le furie, poiché si era reso conto di non poter liquidare tanto facilmente la trovata del figlio: “Come sarebbe a dire, non posso...?”
“Ma è chiaro”, confermò il cliente che si trovava sotto il suo rasoio in quel mentre. “Nel tuo cartello c’è scritto che radi solo quelli che non si radono da sé. Quindi non radi quelli che si radono da sé. Se però tu, caro il mio barbiere, ti radi da te, il barbiere, cioè tu, non ti può più radere!” Assaporato il trionfo, il cliente si alzò e se ne andò, lasciando di stucco il padre.
Quella che abbiamo appena letto è una versione un po’ infiorettata di un famoso paradosso della teoria degli insiemi, escogitato da Bertrand Russel (1872-1970). La sua traduzione in termini matematici è questa: non può esistere un insieme che contenga tutti gli insiemi.
“Questo paradosso”, commenta felicemente il matematico Paul R. Halmos (nato nel 1916), “serve a farci vedere che – specialmente in matematica – è impossibile creare qualcosa dal nulla. Per poter descrivere un insieme non bastano poche paroline magiche, ma bisogna avere già a disposizione un insieme, ai cui elementi sia possibile applicare queste parole.”
 
 
  L'AUTORE  
Albrecht Beutelspacher