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  NIENTE E` IMPOSSIBILE
Riflessioni su una nuova vita
Christopher Reeve
Traduzione di Galli C.
Testimonianza
Collana: Fuori Collana
Pagine: 168
Prezzo: € 13.00
In libreria dal: 2 Maggio 2003
Libro  disponibile

   
 
 IL LIBRO  
Ogni giorno, Christopher Reeve deve rinnovare la propria scelta di vivere. Una decisione presa per la prima volta nel 1995, dopo l’incidente che lo ha immobilizzato dalla testa in giù. In questi anni, oltre a superare le difficoltà pratiche della sua condizione, ha dovuto porsi traguardi inverosimili: reinventarsi come padre, come marito, come personaggio pubblico, guardarsi dentro per ritrovare la propria dignità di uomo, per chiudere diversi conti in sospeso. Reeve ha lavorato molto anche sul suo corpo. Un intenso programma di riabilitazione gli ha consensito di recuperare alcune funzioni motorie: passi avanti che, a suo dire, sarebbero alla portata di molti mielolesi se il sistema assicurativo americano li finanziasse. Una convinzione che ha spinto Reeve a scendere in campo in prima persona, per raccogliere fondi e spronare la ricerca, e anche per liberare dalle strumentalizzazioni politiche l’impiego terapeutico delle cellule staminali, che potrebbero restituire a molti pazienti la speranza di camminare.
Pochi mesi prima del suo cinquantesimo compleanno Christopher Reeve ha steso un bilancio della sua nuova vita. Il risultato è questo libro: è piuttosto piccolo, dice lui stesso, perché la saggezza che ha accumulato non è tanta. Non ha ricette da proporre, Reeve, ma può raccontare la sua esperienza: quella di un uomo per cui nulla è impossibile, e neppure scontato.
 
 
 UN BRANO  
"Nel 2001, quando pronunciai queste parole, non avevo più nessuna difficoltà a dire a chiunque che si deve credere al proprio valore in quanto persona. Ma il primo giugno del 1995, nell’unità di terapia intensiva presso la clinica della University of Virginia, non avevo quella convinzione. Per niente. Quel giorno riacquistai conoscenza e scoprii che mi trovavo disteso in trazione, con una pesante palla di metallo sospesa dietro il capo e attaccata a una struttura metallica fissata alle tempie per mezzo di viti. Seppi che, a causa di una caduta da cavallo durante una gara, mi ero rotto il collo pochi centimetri al di sotto del tronco encefalico e che le probabilità di sopravvivere all’intervento chirurgico per riattaccarmi la testa alla colonna vertebrale erano nel migliore dei casi 50 su 100. Anche se l’operazione avesse avuto successo, sarei comunque rimasto paralizzato dalle spalle in giù, incapace di respirare da solo. Sentivo il sibilo di un ventilatore meccanico che pompava ossigeno nei polmoni attraverso un lungo tubo inserito in un buco nel mio collo. Vivo con quel sibilo nelle orecchie da molti anni."  
 
  L'AUTORE  
Christopher Reeve