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CECHOV A SONDRIO E ALTRI VIAGGI
Appunti di viaggio, di storia e di vita dal genio di Aldo Buzzi
Aldo Buzzi
Narrativa
Pagine: 124
Prezzo: € 8.26
In libreria
dal: 25 Agosto 2000
Libro disponibile

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“Nei miei primi anni di vita ho fatto in tempo a vedere la Russia di Cechov. Fu in casa della nonna paterna, a Sondrio”. Questa è la limpida complessità di Buzzi – il fascino della sua scrittura quieta e fulminea. Vedete? Un ossimoro via l’altro. Ma i testi di Buzzi ci costringono a pensare, e a sentire – nello stesso tempo – l’intimo e l’estraneo, il vicino e il lontano. Attraverso un tessuto di associazioni date per natura al volo e capaci di aprire alla narrazione comodi sentieri tra spazi vertiginosi, da Sondrio alla Russia, da Londra ai tropici, Buzzi ci conduce in un mondo dove noi, felici di essere puntualmente sorpresi e puntualmente rassicurati, sentiamo di poter riconoscere la figura di una inaspettata, movimentatissima armonia. Questo testo sembra dimostrarci che ogni più piccolo fatto, personaggio, gesto, ogni ricordo nostro o altrui, ogni parola pronunciata o scritta, ogni luogo e il suo opposto, si dispongono e agiscono in un unico sistema planetario di attrazioni e di influssi. Buzzi cita Eraclito l’Oscuro: “La stessa cosa sono il vivo e il morto, il desto e il dormiente”. E nello splendido contesto di questo libro, le parole di Eraclito sembrano offrirci, d’improvviso, un senso luminoso. Come se potessero voler dire soltanto che il mondo è strapieno di cose che si chiamano, che si riflettono una nell’altra, in un infinito (eterno!) risuonare di armoniche. La scrittura di Buzzi ci dice che la vita, immensa, è unica. Sonno e morte compresi.
Emilio Tadini
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“Giunto alla soglia della novantina, Aldo Buzzi è forse oggi l’unico vero giovane scrittore italiano.”
Roberto Barbolini, Panorama
“I libri di Buzzi hanno il sapore dei cibi di campagna, con le verdure fresche prese dall’orto… Cechov a Sondrio avrebbe incantato Gadda.”
Paolo Mauri, La Repubblica
“Liscio da leggere come andare in bicicletta su una strada con asfalto nuovo.”
Saul Steinberg
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Mi sveglio per l’improvviso silenzio. Il treno è fermo a una stazioncina sconosciuta. Il nonno prepara, con mille gesti inutili, il pasto del nipotino irrequieto che la nonna tiene in piedi presso il finestrino. Termos, zucchero, tovagliolo, tazza cambiano continuamente posto.
Nonno: “Sta’ fermo, dove vuoi andare? Non vedi che è buio fuori? Fuori c’è il lupo… che ti mangia. Se caschi, qui in stassione non c’è il dottore”.
Nipotino: “Non c’è il dottore?”.
Nonno: “No, non c’è”.
Nipotino: “E imbulansa?”.
Nonno: “Neanche l’imbulansa. Se caschi muori”.
Nipotino: “E poi?”.
Nonno: “E poi sei morto”.
Nipotino: “E poi?”.
Nonno: “E poi vai al cimitero”.
Nipotino: “E poi?”.
Nonna (abbracciando teneramente il nipotino): “E poi ti mettono sottoterra”.
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